Gilberto, Ermanno e Gianni al Wedosport Challenge 2010
(intervista di Pier Luigi Calabria del 29/12/2010)
È
la mia prima intervista da quando sono stato eletto segretario e
consigliere nella Società, ho parecchie idee sul canale informativo
sociale che vorrei mettere in atto e quindi credo che una delle
migliori occasioni sia proprio rappresentata dalla celebrazione di
un successo: l’aver tinto di giallorosso la terza edizione del Wedosport
Challenge.
Per
i meno esperti, a fronte di otto mezze maratone (21,097Km) sparse
per il Nordovest, la Wedosport rilascia una classifica che è la
somma dei tempi delle cinque migliori prestazioni di ogni singolo
atleta tra quelle appartenenti al circuito.
Quest’anno, alla loro prima partecipazione, abbiamo piazzato i primi
due assoluti, Gilberto
Fracchia ed
Ermanno
Giordano, più un terzo atleta,
Gianni Parodi, in
classifica finale. È piacevole ascoltarli e vedere il modo in cui
ciascuno di loro vive e concepisce la gara e la preparazione, le
loro parole rispecchiano i loro caratteri. Per quanto mi riguarda,
ho cercato di tirar fuori proprio tutto questo e, devo dire, sono
stati estremamente disponibili a lasciarsi intervistare.
PLC – Ragazzi, intanto complimenti! Come va?
Gilberto – Bene, mi sento molto bene agonisticamente parlando, è
stato un anno in cui mi sono impegnato molto negli allenamenti e
nello stretching per prevenire infortuni. L’obiettivo di 3600Km/anno
è stato raggiunto, così come l’obiettivo di migliorare il mio
personale sia sulla mezza maratona, accaduto 2 volte, che sulla gara
del Monte Faudo (record sociale, vedere la
scheda atleta per i
dettagli, ndr).
Gianni –
Tu la matematica la conosci? Ecco, io sono un “Gilberto
al contrario”, mi alleno praticamente poco prima della gara ed in
gara, vivo lo sport più come partecipazione. Riconosco anche che
quelle volte in cui mi sono allenato un pochino ho fatto dei tempi
decisamente migliori.
In questo periodo mi sento molto cotto sia per lavoro (molto intenso a fine
anno) che per motivi personali (figli, malattia di mia mamma, ecc..)
pensa che è dalla mezza di Trino che non corro più...
Ermanno -
Mi sento bene, un po’ appesantito dalle feste, ma in generale bene e
pronto per affrontare nuove sfide nell’anno che verrà!!!
PLC -
Parliamo di questo anno delle mezze, bene o male vi
eravate posti l’obiettivo di fare un numero considerevole di gare,
quanto è stata dura l’aver fatto così tante gare, tra l’altro
svoltesi in un periodo netto di circa 6 mesi?
Gianni
- Come sai le mie mezze non sono mai preparate, lo sai con quale spirito
corro: divertirmi per il gusto di correre senza guardare l'orologio
e se le gare le faccio in compagnia è ancora più bello. Quindi in
sostanza io non “sento” la gara, è stata più dura per aspetti tipo
il viaggio o lo svegliarsi presto per andare alla gara, ma non per
la gara in sé.
PLC -
Tuttavia, Gianni, credo che ci sia ben di più di questo, perché non
avresti scelto una manifestazione che ti obbligava a così tante gare
e così tanta strada per raggiungerle, o no?
Gianni -
Guarda, onestamente l’aspetto prevalente è quello legato alla salute,
cioè a non essere un quarantenne sedentario, ma non nascondo che mi
piacciono le gare lunghe.
Gilberto
–
Tornando alla domanda principale, le gare del Challenge a cui
abbiamo partecipato sono: Vercelli, Arenzano, Novi Ligure,
Castellazzo Bormida e Trino Vercellese, abbiamo deciso di saltare
Biella e Ivrea (5 Laghi), in un caso per la distanza ed in un altro
per la vicinanza con un’altra gara più comoda. Più Ceriale, Varazze
e Genova, al di fuori del Challenge. Al di là di casi in cui il
clima è stato “estremo”, sicuramente l’aver mantenuto la
concentrazione per tante gare è stato importante, sebbene
inizialmente ho corso con l’obiettivo di provare a vincere il titolo
nella mia categoria, ma poi la vittoria assoluta è venuta fuori
naturalmente.
PLC -
Tra te e Gianni un “modo” di correre diverso?
Gilberto
-
Beh si, Gianni non si stressa mai nel pre gara, a volte
addirittura si mette a fotografarci prima della partenza e prima o
poi scommetto che si porterà la fotocamera anche in gara (!!!!), io
invece sono meticoloso nella preparazione anche psicologica al
mattino stesso. Da un certo lato ritengo anche forse più corretto
vivere le gare come le vive lui, ma sicuramente ciascuno ha il
proprio carattere e credo che entrambi riusciamo a trovare aspetti
molto positivi guardando a quest’ultimo anno. Aggiungo anche che più
di una posizione in classifica, a me interessa l’obiettivo del tempo
personale.
PLC -
E comunque, si può dire che la vittoria è il
coronamento di tanto impegno dedicato alla corsa?
Gilberto
-
Direi di si, anche se riconosco che al Challenge intero non hanno
partecipato proprio i “big” che si sono limitati a qualche gara qui
e là, ma d’altro canto il regolamento della manifestazione premia
anche la continuità, è evidente che bisogna vedere il tutto in un
complesso di gare. Il mio piazzamento medio di ogni singola gara del
campionato è stato intorno alla sedicesima posizione su una media di
oltre cinquecento partenti a gara. Ho impiegato 6h 48’ 54” per
percorrere i
PLC -
Per quanto ti riguarda, Ermanno, quanto è stata dura?
Ermanno - Ho fatto otto mezze maratone, la più noiosa è stata
Ceriale perchè ripetere tre volte il percorso accentua l’agonia, la
più dura, invece, Vercelli (via Francigena) perché per errore è
stato allungato un chilometro di circa 300/400m ed il morale è
crollato perché non abbiamo colto subito questo fatto mentre abbiamo
visto l’inesorabile peggioramento cronometrico, la più fredda è
stata Trino Vercellese dove abbiamo corso nella neve. La più bella
ovviamente Castellazzo Bormida dove ho fatto il mio record
personale. Per quanto mi riguarda, pur essendo stata faticosa,
riconosco anche di aver ottenuto dei risultati che sono stati ben al
di sopra delle più rosee aspettative!!!
PLC -
Come si è svolta la preparazione?
Gianni
-
Bypasso ogni domanda sulla preparazione, la mia è praticamente
inesistente!!!!
Gilberto - Come dicevo prima, ho percorso circa 3600Km nell’arco dell’anno, una
media di 10Km al giorno, 70Km a settimana, non ho voluto farne di
più per evitare infortuni. Infortuni che tendo a prevenire attraverso sedute serali ed
intense di stretching. Al Challenge, aggiungo altre 15 gare fatte
nell’anno, quindi la preparazione è stata distribuita per tutti i 12 mesi.
Ermanno -
La preparazione principalmente si svolge lungo l’Aurelia, Borghetto
– Finale. Il lungo di solito la Domenica al mattino, 20/25 km. Le
ripetute ora che abbiamo a disposizione la pista di Boissano al
Mercoledì. La corsa lenta il Lunedì e il Venerdì, 12/16 km.
PLC -
Volete parlare delle sensazioni che avete provato
durante ogni gara, positive e negative?
Ermanno - Le sensazioni positive sono date dal senso di
gratificazione che si prova quando ti rendi conto che hai ottenuto
risultati insperati fino all’anno precedente, oppure la facilità con
cui si tiene un ritmo che prima costava molto più impegno. Direi che
quindi le mie sensazioni positive si realizzano più nel dopo gara
piuttosto che durante. Le sensazioni negative, la consapevolezza del
fatto che i margini di miglioramento diminuiscano e si percepisca
chiaramente col passare del tempo il bisogno di maggiori e più
mirati allenamenti, non so se riuscirò a far convivere questo
bisogno con tutti gli altri impegni, onestamente. Ecco, per quanto mi
riguarda direi esattamente questo, ma ribadisco che sono più
sensazioni del dopo gara.
Gianni
- È una domanda che mi piace molto: per il mio modo di correre, i primi km li
patisco sempre molto, spesso è dopo il 7-8 km che prendo la mia
velocità di crociera sui 5min/Km e cerco di tenerla fino alla
fine... ma quando si vede laggiù il pallone del traguardo ho sempre
la pelle d'oca! È una sensazione per me sempre nuova nonostante di
mezze ne abbia già fatte una quindicina (forse qualcuna in più, ma
ho perso il conto!) pensa che a Ferrara (era la prima) ho proprio
pianto come un bambino, pur facendo 1:44:48!!
Gilberto - Ripetendo un po’ l’accenno fatto da Ermanno, a Vercelli sensazioni
negative soprattutto perché (e l’abbiamo saputo dopo) l’apripista ha
sbagliato strada tra il 15esimo ed il 16esimo Km e quindi si è avuta
la sensazione di aver avuto un crollo vertiginoso. Ad Arenzano
serata torrida ed umida, Castellazzo il mio personale quindi gioia,
Trino, a parte il freddo, il fatto che siamo partiti in ritardo di 6
minuti, causa neve in autostrada, e la gara, in cui siamo partiti
ultimi, è stata tutta un susseguirsi di sorpassi.
PLC – Dai, anche in questo caso ciascuno ha fornito una
propria chiave emozionale: chi riflette successivamente e chi invece
coglie le sensazioni durante. Un’altra domanda: in generale da
quanto correte?
Ermanno – Per la verità da non molto, corro da circa due anni, in
precedenza giocavo a calcio in seconda e terza categoria, diciamo
che sport ne ho sempre fatto, quindi. Ma come corsa, sono
sicuramente un neofita.
Gilberto -
Premesso che di attività fisica ne ho sempre fatta
anch’io, ho fatto nuoto da bambino, poi atletica, hockey su prato
per 7 anni, bici da strada e mountain bike fino alla rottura di una
vertebra nel 93, poi
tanto nuoto come fisioterapia. Nel periodo 2000 –
2003 ho fatto triathlon ma questo obbligava a troppi allenamenti e
lunghi viaggi per raggiungere i posti dove si fanno le gare.
Successivamente, dopo la nascita di mia figlia, mi sono dedicato
solo alla corsa a piedi. Lo sport più bello, però, per me rimane la
bicicletta, sia da strada che mountain bike, in quanto mi ha permesso di vedere una moltitudine di
paesini sconosciuti e spettacolari panorami ed angoli caratteristici nel nostro entroterra.
Gianni - Corro da qualche anno… In realtà faccio praticamente
solo le gare!!!
PLC - Come si svolge normalmente la vostra preparazione?
Avete anche gesti scaramantici che volete condividere con chi
leggerà questo articolo?
Gilberto -
Mah, direi che la mia preparazione tipica è esattamente
quella che ho descritto prima, l’unica differenza può essere la
preparazione delle gare in salita dove faccio allenamenti mirati, su
per il Melogno (se poi qualcuno mi viene a prendere per evitare i
15Km di discesa).
Ermanno -
Mi associo a Gilberto, non ho un programma specifico
differente da quello che ho fatto quest’anno, direi comunque il
giusto mix tra sedute lunghe e sedute di ripetuta, queste ultime per
migliorare la velocità.
Gianni -
Il mio classico giretto quando
ho un po' di tempo (non so neppure esattamente quanti chilometri
siano, pensa che podista!!! Ma io calcolo sempre quanto tempo sto
sulle gambe!) è il giro dei cimiteri del finalese: da Finalpia dove
abito vado su a Calvisio (gran bella salita!), poi a quello di
Varigotti (sull'Aurelia vicino alla chiesa) e termino con quello del
rettilineo dopo la cava di Ghigliazza,
piano piano me ne torno a casa con i tre “L' ETERNO
RIPOSO”.... sai: se così mi succedesse qualcosa, sono già lì....
PLC – Gianni, se mi permetti, azzardo uno scongiuro….
Un’altra domanda, materiali in uso, abbigliamento: che cosa usate e
qual è il criterio di scelta?
Ermanno - Ho trovato molto utile il cronometro con il GPS perché
mi alleno su percorsi dove raramente ho le distanze misurate, quindi
con quel dispositivo riesco a capire con maggior precisione che cosa
io stia facendo, al di là delle semplici sensazioni personali. Per
quanto riguarda il resto, non ho un criterio di scelta definito.
Gilberto -
Non mi sento così tecnico da dare consigli, ma per
quanto mi riguarda, cambio circa 2 paia di scarpe A3 da allenamento
all’anno, ho comunque sempre una A2 da gara. L’abbigliamento che
scelgo è tecnico ma non per forza griffato. Uso sempre il GPS ed ho
l’abitudine di segnare su un’agenda tutto quanto accade in
allenamento. Da 2 anni uso solette per problemi di fascite plantare.
Gianni -
Io utilizzo sempre delle solette
per running: le trovo molto "ammortizzanti" e senza di esse
non riuscirei a correre, ci ho provato in qualche raro allenamento,
ma ho dovuto fare retro...
PLC - Cosa consigliate ai compagni di squadra per raggiungere
risultati, sia come cronometro, sia come Km, sia come numero gare?
Gilberto -
Direi che tutto è in funzione del tempo che ognuno ha a
disposizione e della propria “testa”. Costanza e saper soffrire
fanno il resto. Grazie, invece, al fondamentale apporto di
Marco Fregonese, sono riuscito a migliorare, e di molto, i miei personali,
4 minuti in mezza maratona, per esempio.
Ermanno -
Guarda, è talmente così poco tempo che corro che credo
per me sia più utile ricevere che dare consigli!!!!!
Gianni
-
Non vorrei deluderti, ma correre solo per testare i tuoi limiti e mettiamoci
anche per la passione della corsa non descrive esattamente quanto
sento: il correre ad esempio per Finale, mi da la sensazione di
"riappropriarmi" della città. Spesso quelle strade si percorrono in
auto magari al telefonino e tutto corre via. Di corsa (a piedi!)
cambia tutto... oppure correre in mezzo alle risaie di Vercelli, o
sul lungomare tra Sanremo e Arma Di Taggia, o sotto la neve a Trino
Vercellese: sono sensazioni davvero uniche. Poi, se arriva anche il
tempo è tutto un di più, ma come il buon Marco Fregonese mi ha detto
una volta: "nello sport non si inventa nulla....", ha ragione, senza
allenamento prendi quello che viene ed è ancora tanto se non ti fai
male...
Io di consigli non ne ho da dispensare, anzi, devo
solo imparare da tutti voi che siete molto ferrati in materia e
molto tecnici: io mi sento un "podista poeta...". Comunque se
proprio ne vuoi uno è quello di non stare a vedere troppo il
cronometro, ma di correre spensieratamente, e di godere della corsa
per il solo fatto di avere la possibilità di farlo: ho un carissimo
amico - a Natale ero da lui - sulla sedia a rotelle da quando è
nato. Più volte mi ha detto:
"non pretendo di fare una mezza, ma
almeno di potermi alzare in piedi da solo, ma so che questo non sarà
mai possibile...”, ecco, caro Pier, quando corro, credimi, penso
spesso a Diego, è come se corressi un po' anche per lui. Quindi se
in una gara sei 20" sotto il tuo pronostico, se consideri quanto
comunque sei fortunato, non dovresti comunque entrare in crisi. Non
nascondo, per essere sincero, che se uno si prepara seriamente per
raggiungere un tempo e poi in gara accade un imprevisto, possa
essere deluso, è assolutamente giustificato!
PLC -
Molto personale quello che dite, ma a questo punto
quali consigli dareste ai giovani, quantomeno tu, Ermanno, che hai
iniziato dopo?
Ermanno - Ai giovani invece mi sento di dire che se avessi
cominciato prima a correre (invece di trascinarmi con le caviglie
doloranti in terza categoria…..) magari mi sarei tolto qualche
soddisfazione anche se sono contento di quello che la corsa mi sta
dando. Quindi è uno sport, la corsa, che sicuramente consiglio
perché comunque lo ritengo potenzialmente meno infortunante di
altri, vedi il calcio nel mio caso.
PLC - Prossime sfide? Nell'anno o anche oltre?
Gilberto -
Dinuovo il Challenge, poi Faudo, Beigua, Ceriale,
Genova. E poi, forse, una maratona per tentare di migliorare il mio
personale risalente al 2007, avendo fatto, nella mia storia, solo 2
maratone.
Gianni
-
Mi piacerebbe continuare con le mezze: come tempo-distanza sento che è una
gara che mi calza. Sicuramente quelle vicine, poi si decide insieme
per quelle più lontane... sicuramente NON maratone, temo
per la mia
schiena (e non avrei neppure il tempo per un allenamento minimo di
base, sono onesto!!)
Ermanno -
Anche io dinuovo il Challenge, il Faudo, il
Beigua, Caruggincursa, Mura di Loano e le gare della società,
poi, se sto bene, vediamo di aggiungere qualche altra gara.
PLC -
Carissimi, prima di fare l’ultima domanda,
volevo ancora ringraziarvi per aver condiviso la vostra esperienza e
complimentarmi, anche a nome di tutta l’Atletica Run Finale Ligure
per i risultati ottenuti. Vorrei sapere se avete una qualche dedica
od un qualche ringraziamento da fare.
Ermanno - Ringrazio veramente di cuore tutta la squadra, il
presidente Marco Fregonese, tutto il gruppo, il “Nonno” per
l’esperienza, Gilberto per le dritte. Insomma veramente tutte le
persone e la Società!!
Gianni
-
Sento, con molta franchezza e senza tante moine, di dover ringraziare i miei
compagni di avventura: tu in alcune gare e test fatti insieme, Gillo
(Gilberto, ndr) ed Ermanno che hanno condiviso praticamente quasi tutte le gare cui
ho partecipato (anche per il viaggio), il Nonno, i consigli del buon
Marco Fregonese, la simpatia di Marco Piccone, ma al di là dei
singoli nomi ho veramente un pensiero per tutti!
Gilberto - Non vorrei dilungarmi ma vorrei fare alcuni ringraziamenti ed una dedica.
Ringrazio
William, l’ideatore del Wedosport Challenge, che ci ha fornito la possibilità
di dare un senso alle gare che altrimenti sarebbero solo fini a se
stesse. Io non ho mai vinto niente anche perché sono un runner
qualsiasi, uno, però, a cui non piace mollare, mi piacciono le corse
dure ma sicuramente non mi sento da podio.
In primis un grande ringraziamento a Martina mia figlia e Daniela la mia
compagna che mi permettono di dedicare tanto tempo a questa mia
passione e non mi fanno pesare il tempo che non dedico loro; un
grazie anche al mio allenatore e nostro presidente Marco Fregonese,
non voglio dimenticare anche Paola Castelli la mia podologa ed i
suoi plantari coi quali ho potuto correre e migliorare i miei
personali sulla mezza ed il Faudo. I compagni di squadra Ermanno e
Gianni perché, se non fosse stato per loro, da solo non avrei fatto
sicuramente tutte queste trasferte in giro per il Piemonte.
Ma soprattutto voglio fare un’unica dedica alla mia cara mamma che ci ha
lasciati il 18 ottobre scorso, questa è la prima volta che vinco
qualcosa e la dedica è scontata. Alla mia mamma piaceva sempre
leggere le classifiche delle mie gare, e dato che non vincevo mai mi
diceva: “guarda quanti sono arrivati dopo di te, bravo!”. Peccato
che proprio questa volta che ho vinto qualcosa non possa più
leggerla.

